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Un punto di vista femminile su Ashtanga Yoga: intervista con Saraswathi Rangaswami,figlia di Sri K. Pattabhi Jois

Questa intervista risale al 2007 ed è stata pubblicata da Lisa Lalèr e Bill Brundell sul loro sito.  Potete trovare la versione integrale in inglese a questo indirizzo: Ashtanga Yoga Shala NYC.

Ho pensato di tradurre e pubblicare sul nostro blog alcune parti di questa intervista che contengono informazioni  riguardo alla pratica degli Asana durante il ciclo mestruale e durante la gravidanza.

Saraswathi Rangaswami è la figlia di Sri K. Pattabhi Jois e insegna Ashtanga Yoga a Mysore da molti anni insieme al padre (fino al 2009, data della morte di Sri K. Pattabhi Jois) e al figlio Sharath Rangaswami.saraswathi

Domande e risposte:

I: Credi che la pratica degli Asana dovrebbe essere diversa per uomini e donne?

S: No, non proprio. Ma abbiamo caratteristiche fisiche diverse. Il ciclo mestruale e la gravidanza sono da tenere in considerazione nella nostra pratica. Ci sono alcuni  asanas che non sono indicati da fare per le donne, ma non molti. E’ importante avere una pratica regolare ma anche riposare. Soprattutto per donne che spesso lavorano tutto il giorno e poi si prendono cura della casa e della famiglia. Gli uomini più spesso possono concetrarsi sul loro lavoro e poi riposarsi. Io credo che per la maggior parte delle donne che lavorano molto e poi si devono occupare delle mansioni domestiche e della famiglia è sufficiente fare la Prima Serie. Dopo aver avuto una pratica regolare per un periodo lungo, possono passare alla serie Intermedia. Alcune donne possono fare le serie avanzate, ma non credo che sia così necessario. La prima serie ci rende forti e ben radicate!

I:Perchè le donne non dovrebbero praticare Ashtanga Yoga durante i primi tre giorni del ciclo mestruale?

S: Per alcune donne è molto difficile praticare durante questi giorni, a causa del dolore e del ciclo abbondante. Molte donne lavorano molto ed hanno bisogno di rallentare l’attività per tre giorni al mese – è molto importante! Non è bene per il corpo di praticare in modo intensivo durante il periodo in cui il ciclo è più abbondante e durante tutto il ciclo mestruale non si dovrebbero fare Salamba Sarvangasana o Sirsasana. Qui, in India seguendo la tradizione Brahmina la donna riposa durante questi giorni, non cucina e non entra neppure in cucina. Le altre donne cucinano per lei e dorme molto!

I: Qual è secondo te la cosa più importante da considerare per le donne che praticano Ashtanga Yoga?

S: E’ di lasciare il corpo a riposo durante i primi tre giorni del ciclo mestruale in modo tale che il ciclo non sia disturbato. Ad alcune donne, che non interrompono la pratica in questi giorni, può accadere che il ciclo si blocchi o diventi irregolare e può diventare più difficile per loro avere una gravidanza. Gli organi del corpo si purificano attraverso gli asanas e questo è molto buono, ma non durante questi giorni. E’ molto importante mangiare in modo appropriato. Molte donne dicono di non voler mangiare latticini, ma donne che praticano yoga hanno bisogno di latte e ghee due volte al giorno. Soprattutto ghee è importante perchè rinfresca il corpo. Durante la pratica di Ashtanga Yoga il corpo di riscalda molto e si suda molto. Certo non fa bene mangiare troppo ghee e il ghee deve essere puro e di buona qualità. Un cucchiaino la mattina e uno la sera è sufficiente. Se mangi ghee puro non ci sono rischi di vedere alzare i livelli di colesterolo. Mio padre ama molto il ghee e era abituato ad metterne un po’ troppo sul suo cibo – Dovevo dirgli di non farlo, ha ha ha! Anche dopo aver partorito, la donna dovrebbe mangiare ghee e bere latte per recuperare.

I: Perchè le donne non dovrebbero praticare durante i primi tre mesi di gravidanza?

S: Ogni donna è diversa e reagisce in modo diverso alla gravidanza nella fase iniziale. Alcune sono molto stanche  e soffrono di nausea, altre si sentono bene. E’ meglio non praticare durante i primi tre mesi per avere tempo di vedere come la gravidanza sta andando. Anche se ci si sente forti e in salute, è sempre bene lasciare il corpo riposare visto i molti cambiamenti che stanno avvenendo nel corpo durante questo periodo. Per alcune donne ci vorrà un po’ di forza di volontà per riuscire a rallentare con la propria pratica.

I: Per alcune donne occidentalei è molto difficile rinunciare alla pratica per tre mesi, cosa diresti loro?

S: Forza di volontà! Devono usare la loro forza di volontà e riposare comunque!  Con una mente ferma non perderai niente solo perchè non pratichi asanas per tre mesi. Yoga è molto di più che la pratica degli asanas.

I: Secondo te come una donna incinta dovrebbe praticare dopo i primi tre mesi di gravidanza?
S: Dopo i primi tre mesi fa molto bene praticare Ashtanga Yoga, ma una donna incinta non dovrebbe fare tutti gli Asanas. Non deve fare le torsioni, come Marichyasana B e D e non dovrebbe fare Kurmasana o Supta Kurmanasana. Baddha Konasana e Uphavista Konasana sono asana molto buoni ed anche i backbendings.baddha konasana in gravidanza

Praticare durante il resto della gravidanza, dopo il terzo mese rende la donna più forte e il parto più facile. (…) Ho incontrato molte donne incinta quando viaggiavo con Guruji per insegnare in Occidente. Molte di loro venivano a praticare anche se erano alla fine della gravidanza. Ciò è molto positivo perchè c’è bisogno di essere forti e flessibili durante il parto. Il respiro è molto importante, per la donna e per il bambino che riceve più ossigeno. Ho avuto molte studentesse che hanno praticato fino al momento del parto e secondo la loro esperienza il parto è stato facilitato dalla pratica di Yoga.

I: Riguardo a posture come Salamba Sarvangasana e Sirsasana, si possono fare durante la gravidanza?

S: Sì, non ci sono problemi.

I: Hai praticato durante la gravidanza?
S: Sì.

L: Dopo il parto, quando è il momento giusto per ricominciare la pratica degli Asanas di nuovo?

S: Dopo circa tre mesi si può ricominciare di nuovo. In India, le donne stanno molto a letto per i primi tre mesi dopo il parto e fa bagni di olio ogni giorno. Anche il bambino dovrebbe fare bagni di olio e massaggi, ogni giorno per tre o quattro mesi.  L’olio di ricino è il migliore da usare, sia per il bambino che per la madre.

Nuovi orari per il corso di Ashtanga Yoga a Viareggio

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Dopo la pausa festiva, riprendono regolarmente le lezioni di Ashtanga Yoga a Viareggio; a partire dal Gennaio ci saranno alcune novità nell’orario.

La lezione del Lunedì sarà dalle 8.00 alle 9.30 e sarà stile Mysore. Le lezioni del Mercoledì, Venerdi e Sabato rimangono al solito orario dalle 9.00 alle 10.15.
Alle lezioni della mattina, si aggiunge anche una lezione serale, il Martedì dalle 19.00 alle 20.15.

Per partecipare alle lezioni è sempre necessario contattarci in anticipo con una email o chiamandoci. 

Questi sono i contatti dove trovarci:

slowyog@gmail.com

info@ashtanga-yoga-toscana.com

333 8963879 (Eleonora)

3297532256 (Philip) 

Ricette per una buona pratica: Dahl di Spinaci

 Questa ricetta è tratta dal libro di cucina Mysore Style Cooking di V. Sandhya, che dal 1998 cucina per gli studenti di Ashtanga a Mysore, adattando la sua conoscenza della cucina tradizionale di Mysore alle esigenze degli studenti di yoga. 

Dal libro di cucina “Mysore Style Cooking” di V. Sandhya

Mysorecooking

Ingredienti:

125 g lenticchie gialle decorticate

1 mazzo abbondante di spinaci, lavati e tagliati

1 Cucchiaio di cocco grattato

1 lime (succo)

1 pomodoro tagliato a dadini

2 tazze d’acqua

Base del dahl:

1 Cucchiaio di olio

¼ Cucchiaino di semi di cumino

¼ Cucchiaino di semi di fieno greco

¼ Cucchiaino di pepe nero in polvere

2 ½ cm ginger fresco grattato

8-10 foglie di curry

1-2 peperoncini verdi

1 cucchiano di coriandolo 

½ cucchiaino di curcuma in polvere

1 pizzico di assafetida.

Preparazione:

  1. Lavare le lenticchie e metterle in casseruola dal fondo spesso o in una pentola a pressione con l’acqua. Cuocere per 15-20 minuti nella casseruola o 4 minuti nella pentola a pressione. Lasciare da parte nella loro acqua.
  2. Preparare la base per il dahl riscaldando l’olio a fuoco basso in una padella dal fondo spesso. Aggiungere i semi di cumino, e quando cominciano a scoppiare aggiungere il resto degli ingredienti per la base del curry. Far cuocere per alcuni secondi.
  3. Aggiungere gli spinaci tagliati e il pomodoro alla base e cuocere per alcuni minuti fino a quando gli spinaci risulteranno appassati. Aggiungere le lenticchie cotte con un po’ dela loro acqua di cottura, il cocco grattato e il sale. Se il dahl è molto denso, aggiungere altra acqua di cottura delle lenticchie fino a raggiungere la consistenza desiderata. Cuocere per alcuni minuti fino a quando gli spinaci saranno ben cotti.
  4. Prima di servire, togliere i peperoncini verdi ed aggiungi il succo di lime. Servire caldo con riso caldo, yogurt e chutney.

 

Pratyahara (2° parte)

 

 

visualizzareEcco la seconda parte dell’articolo Pratyahara: the forgotten limb of Yoga di David Frawley, tradotto in italianoIn questa parte dell’articolo vengono illustrati le quattro forme di Pratyahara: Indrya-pratyahara/controllo dei sensi; Prana-pratyahara/controllo del prana; Karma-pratyahara/controllo dell’azione; Mano-pratyahara/ritiro della mente. L’autore illustra alcune tecniche che possono risultare utili nella pratica quotidiana di Pratyahara. 

1. Controllo dei sensi (Indrya-pratyahara)

Indrya-pratyahara, o controllo dei sensi, è la forma più importante di Pratyahara, sebbene non è qualcosa che amiamo sentire nella nostra cultura orientata dai mass-media. Molti di noi soffrono di un sovraccarico sensoriale, il risultato di un costante bombardamento da televisione, radio, computers, giornali, riviste, libri, ecc.. La nostra società commerciale funziona stimolando il nostro interesse attraverso i sensi. Ci confrontiamo costantemente con colori brillanti, rumori forti e sensazioni drammatiche. Siamo cresciuti in ogni tipo di appagamento sensoriale; è la forma principale di intrattenimento nella nostra società.
Il problema è che i sensi, come i bambini non ancora istruiti, hanno il loro proprio volere, che è in larga parte istintuale in natura. Sono i sensi che dicono alla mente cosa fare. Se non li discipliniamo, ci domineranno con le loro infinite richieste. Siamo così abituati a una continua attività sensoriale, che non sappiamo tenere la mente calma, siamo diventati ostaggi del mondo dei sensi e delle sue attrattive. Rincorriamo ciò che è attraente per i sensi e dimentichiamo i fini più alti della vita. Per questa ragione Pratyahara è probabilmente il più importante ramo di Yoga per le persone oggi.
Il vecchio detto “lo Spirito ha volontà, ma la Carne è debole” si applica a quelli di noi che non hanno imparato a controllare in modo appropriato i sensi. Indrya-pratyahara ci fornisce gli strumenti per rafforzare lo spirito e ridurre la sua dipendenza dal corpo. Tale controllo non è una soppressione (che causa una eventuale ribellione), ma una appropriata coordinazione e motivazione.

Giusto consumo di impressioni

Pratyahara si concentra sul giusto consumo di impressioni. Molti di noi sono attenti al cibo che mangiano e la compagnia che frequentiamo, ma potremmo non esercitare la stessa capacità discriminatoria sulle impressioni che introduciamo attraverso i sensi. Accettiamo impressioni che ci arrivano dai mass-media che non lasceremmo mai entrare nelle nostre vite individuali. Lasciamo entrare nelle nostre case attraverso TV e films persone che non lasceremo mai entrare nella nostra vita reale! Quale tipo di impressioni assimiliamo ogni giorno? Ci possiamo aspettare che esse non producano alcun effetto su di noi? Sensazioni forti offuscano la mente, a una mente offuscata ci fa agire in modi che sono insensibili, superficiali o perfino violenti.
Secondo l’Ayurveda, le impressioni sensoriali sono il nutrimento principale della mente. Lo sfondo del nostro campo mentale consiste nelle nostre predominanti impressioni sensoriali. Ci accorgiamo di ciò quando la nostra mente ritorna alle impressioni dell’ultima canzone che abbiamo sentito o dell’ultimo film che abbiamo visto. Proprio come il cibo-spazzatura intossica il corpo, le impressioni-spazzatura intossicano la mente. Il cibo-spazzatura richiede molto sale, zucchero e spezie per renderlo appetibile perché è principalmente cibo morto; in modo simile le impressioni-spazzatura richiedono potenti e drammatiche impressioni – sesso e violenza – per farci sentire che esse sono reali, perché in realtà esse sono soltanto colori proiettati su uno schermo.
Non possiamo ignorare il ruolo che le impressioni sensoriali hanno nel renderci ciò che siamo, poiché esse sviluppano il subconscio e rafforzano le tendenze in esso latenti. Provare a meditare senza controllare le nostre impressioni ci mette in opposizione al nostro subconscio e impedisce la crescita di pace interiore e di chiarezza mentale.

Ritiro dei sensi

Per fortuna non siamo indifesi di fronte allo sbarramento delle impressioni sensoriali. Pratyahara ci fornisce di molti strumenti per gestirli in modo appropriato. Forse il modo più semplice di controllare le nostre impressioni è semplicemente di eliminarle, di spendere un po’ di tempo lontano dagli imput sensoriali. Ciò può essere semplicemente stando seduti a meditare con gli occhi chiusi o scegliere un ritiro in un luogo libero dagli usuali bombardamenti sensoriali, come una baita di montagna.
Anche un “digiuno dai media”, astenendosi da TV, radio, etc, può essere una buona pratica per pulire e rinvigorire la mente.
Yoni Mudra è una delle più importanti tecniche di Pratyahara per chiudere i sensi. Prevede di usare le dita per bloccare le aperture sensoriali della testa – occhi, orecchia, narici e bocca – e di fare in modo che l’attenzione e l’energia si muova verso l’interno. Viene fatto per brevi periodi di tempo, quando il nostro prana è energizzato, ad esempio appena dopo aver praticato Pranayama (naturalmente dovremmo evitare di chiudere la bocca e il naso fino al punto in cui ci manca l’ossigeno.)

Un altro metodo di ritiro dei sensi è di tenere i nostri organi di senso aperti ma di allontanare la nostra attenzione da loro. In questo modo cessiamo di introdurre impressioni senza di fatto chiudere i nostri organi di senso. Il metodo più comune, shambhavi mudra, consiste nel sedere con gli occhi aperti mentre dirigiamo la nostra attenzione all’interno, una tecnica usata in molti sistemi Buddisti di meditazione. Il reindirizzamento dei sensi all’interno può essere fatto con altri sensi, in modo particolare con l’udito. Ci aiuta a controllare la nostra mente anche quando i sensi stanno funzionando, nel normale corso della vita quotidiana.

Focalizzarsi su impressioni uniformi

Un altro modo di purificare la mente e controllare i sensi è di porre la nostra attenzione su una fonte di impressioni uniformi, come ad esempio fissare lo sguardo sul mare o sul cielo blu. Proprio come il sistema digerente va in corto circuito a causa di abitudini alimentari irregolari e contrastanti tipologie di cibo, le nostre capacità di digerire impressioni possono essere sconvolte da impressioni eccessive e irritanti. E come per riequilibrare la nostra digestione può essere necessario seguire una dieta monotematica, ad esempio l’uso ayurvedico di riso e fagioli mung, allo stesso modo la nostra digestione mentale può richiedere una dieta di impressioni naturali ma omogenee. Questa tecnica è spesso utile dopo un periodo di digiuno dalle impressioni.

Creare impressioni positive

Un altro modo di controllare i sensi è di creare naturali impressioni positive. Ci sono molti modi di fare ciò: meditare su elementi naturali, come alberi, fiori, o pietre, o visitare templi o altri luoghi di pellegrinaggio che sono depositari di impressioni e pensieri positivi. Le impressioni positive possono anche essere create usando incensi, fiori, lampada di ghee, altari, statue, e altri oggetti di devozione.

 

Creare impressioni interne

stone and woodUn’altra tecnica di ritiro dei sensi è quella di focalizzare la mente sulle impressioni interne, in modo tale da rimuovere l’attenzione dalle impressioni esterne. Possiamo creare le nostre impressioni interne attraverso l’immaginazine o possiamo entrante in contatto con i sensi sottili che entrano in gioco quando i sensi fisici sono in quiete.

Visualization è il metodo più semplice per creare impressioni interne. Infatti, la maggior parte delle pratiche di meditazione di Yoga inizian con un qualche tipo di visualizzazione, come vedere una divinità, un guru, o un bella ambientazione naturale. Forme di visualizzazione più elaborate comportano immaginare divinità e i loro mondi, o compiere mentalmente rituali, come ad esempio offrire immaginari fiori e gemme ad immanginarie divinità. L’artista assorto in un paesaggio interno o il musicista che compone musica stanno compiendo visualizzazioni interne. Queste sono tutte forme di Pratyahara perché purificano il campo mentale da impressioni esterne e creano una positiva impressione interiore che serve alle fondamenta della meditazione. Visualizzazioni preliminari sono utili per molte forme di meditazione e possono essere integrate in altre pratiche spirituali.

Laya Yoga è lo yoga del suono e della luce interiore. nella quale ci focalizziamo sui sensi sottili per ritirarci da quelli grossolani. Questo ritiro nel suono e nella luce interiore è uno strumento di trasformazione della mente e un’altra forma di indriya-pratayahara.

2. Controllo del Prana (Prana – Pratyahara)

Il controllo dei sensi richiede lo sviluppo e il controllo del Prana, perché ni sensi seguono il Prana (la nostra energia vitale). Se il nostro Prana non è forte non possiamo avere il potere di controllare i sensi. Se il nostro Prana è dispersivo o squilibrato, anche i nostri sensi saranno dispersivi e squilibrati.

Pranayama è la preparazione per Pratyahara. Prana è raccolto in Pranayama e ritirato in Pratyahara. I testi logici descrivono metodi per ritirare il prana dalle varie parti del corpo, iniziando dalle dita dei piedi e finendo ovunque vogliamo porre la nostra attenzione – il cima della testa, il terzo occhio, il chuore o uno degli altri chakras.

Forse il metodo migliore di prana-pratyahara è di visualizzare il processo di morte, nel quale il Prana, o la forza vitale, si ritira dal corpo, staccando tutti i sensi dai piedi alla testa. Ramana Maharshi ragginse l’auto-realizzazione facendo ciò quando era un ragazzo di diciassette anni. Prima di cercare informazion sul Sé, ha visualizzato il suo corpo come morto, ritirando il suo prana nella mente e la mente nel cuore. Senza un così completo e intenso pratyahara, il suo processo meditativo non sarebbe stato così riuscito.

3. Controllo dell’Azione (Karma-Pratyahara)

Non possiamo controllare gli organi di senso senza controllare gli organi motori. Infatti, gli organi motori ci coinvolgono direttamente nel mondo esterno. Gli impulsi che entrano attraverso i sensi sono espressi attraverso gli organi di senso e ciò ci conduce verso un ulteriore coinvolgimento sensoriale. Poiché il desiderio è infinito, la felicità consiste non in ottenere ciò che vogliamo, ma in non aver più bisogno di alcuna cosa provenga dal mondo esterno.

Proprio come il giusto consumo di impressioni ci fornisce il controllo degli organi di senso, un giusto lavoro e una giusta attività ci danno il controllo sugli organi motori. Ciò implica Karma Yoga – compiere azioni disinteressate e rendere la nostra vita un rituale sacro. Karma – Pratyahara può essere compiuto rinunciando ad ogni pensiero di riconoscimento personale per ciò che facciamo, facendo ogni cosa al servizio di Dio o dell’umanità. La Bhagavad Gita dice “Il tuo dovere è di agire, non di ricercare una ricompensa per quello che fai”. Questo è un tipo di Pratyahara. Esso inclode anche la pratica di austerità che conducono al controllo degli organi motori. Per esempio, Asana può essere usato per controllare le mani e i piedi, controllo di cui si ha bisogno quando si vuole sedere in quiete per lunghi periodi di tempo.

4. Ritiro della Mente (Mano-Pratyahara)Chamundi Hill012

Chamundi Hill

Gli Yogis ci dicono che la mente è il sesto senso e che è responsabile per la coordinazione degli altri organi di senso. Introduciamo impressioni sensoriali solo laddove poniamo l’attenzione della nostra mente. In qualche modo stiamo sempre praticando Pratyahara. L’attenzione della mente è limitata e noi poniamo attenzione su una particolare impressione sensoriale, ritirando la mente da altre impressioni. Ovunque poniamo la nostra attenzione, naturalmente trascuriamo altre cose.

Controlliamo i nostri sensi, ritirando l’attenzione della nostra mente da loro. Secondo gli Yoga Stras II.54: “Quando i sensi non si conformano ai loro stessi oggetti, ma imitano la natura della mente, questo è pratyahara.” Più specificatamente, è Mano-Pratyahara – ritiro dei seni dai loro oggetti e dirigerli internamente alla natura della mente, che è priva di forma. Il commento di Vyasa su Yoga Sutras sottolinea che la mente è come l’ape regina e i sensi sono le api operaie. Ovunque vada l’ape regina, tutte le altre api devono seguire. Perciò Mano-Pratyahara riguarda meno il controllo dei sensi che il controllo della mente, poiché quando si controlla la mente, i sensi sono automaticamente controllati.

Possiamo praticare Mano-Pratyahara, ritirando coscientemente la nostra attenzione dalle nocive impressioni ogni volta che esse si presentano. Questa è la forma più elevata di Pratyahara e la più difficile; se non abbiamo ottenuto abilità nel controllo dei sensi, degli organi motori, e del prana, è difficile che funzioni. Come gli animali selvatici, il prana e i sensi possono facilmente sopraffare una mente debole, così do solito è meglio cominciare con metodi più pratici di Pratyahara.

Pratyahara e gli altri rami di Yoga

Pratyahara è collegato a tutti gli altri rami di Yoga. Tutti gli altri rami – dagli Asana a Samadhi – contengono aspetti di Pratyahara. Per esempio, nelle posture sedute, che sono l’aspetto più importante degli Asana, entrambi gli organi di senso e quelli motori sono controllati. Pranayama contiene un elemento di Pratyahara dal momento che concentriamo la nostra attenzione all’interno attraverso il respiro. Yama e Niyama contengono vari principi e pratiche, come la non violenza e la continenza, che aiutano al controllo dei sensi. In altre parole Pratyahara fornisce le fondamenta per più elevate pratiche di Yoga e costituisce la base per meditazione. Segue Pranaama (o controllo del Prana) e, collegando Prana con la mente, lo estrae dalla sfera del corpo.

Pratyahara è anche collegato a Dharana. In Pratyahara ritiriamo la nostra attenzione dalle distrazioni ordinarie. In Dharana coscientemente focalizziamo l’attenzione su un particolare oggetto, come ad esempio un mantra. Pratyahara e Dharana sono due aspetti, il primo di negazione l’altro di affermazione della stessa funzione basica.

Molti di noi ritengono che anche dopo molti anni di pratica di meditazione non hanno ottenuto tutto quello che si aspettavano. Provare a praticare meditazione senza qualche grado di Pratyahara è come provare a raccogliere acqua con un contenitore che perde. Non importa quanta acqua introduciamo, uscirà nella stessa quantità. I sensi sono come buchi nel contenitore della mente. A meno che non siano sigillati, la mente non potrà trattenere il nettare della verità. Chiunque alterni periodi di meditazione con periodi di indulgenza sensoriale ha bisogno di Pratyahara.

Pratyahara e Ayurveda

Pratyahara , come corretta gestione della mente e dei sensi, è essenziale e buono per tutti i tipi di costituzione. E’ il più importante fattore per il nutrimento mentale. Comunque, è più essenziale per coloro che hanno una costituzione Vata, che tende verso attività sensoriale e mentale non bilanciata ed eccessiva. Tutti i tipi Vata dovrebbero praticare qualche tipo di Pratyahara ogni giorno. La loro irrequieta Vata distrae i sensi, disturba gli organi motori e il prana, e rende la mente agitata. Pratyahara converte una Vata dannosa in un positiva forza di prana.
I tipi Kapha, dall’altro lato, soffrono da troppa poca attività, compresa il livello sensoriale. Possono scivolare in tendenze tamasiche di essere pigri, guardare la tv o trastullarsi in casa. Hanno maggiore di una maggiore stimolazione mentale e traggono beneficio da una attività sensoriale di natura più alta, come le visualizzazioni di vario tipo.
I tipi Pitta di solito hanno un maggiore controllo dei sensi degli altri tipi ed è incline verso attività di tipo marziale con le quali disciplinano il corpo e la mente. Hanno bisogno di praticare Pratyahara come uno strumento di rilassamento il proprio volere e di lasciare che il divino operi attraverso di loro.

Pratyahara e Malattia

L’Ayurveda riconosce che un uso inappropriato dei sensi è una delle principali cause di malattia. Tutte le malattie mentali sono connesse con l’introduzione di impressioni dannose. Pratyahara perciò è un importante primo scalino nel trattamento di problemi mentali. Allo stesso modo è molto utile nel trattare problemi del sistema nervoso, particolarmente quelli che sorgono da iperattività. Il più dele volte tendiamo ad eccedere nell’espressione delle nostre emozioni, provocando una tremenda perdita di energia. Pratyahara ci insegna a conservare la nostra energia all’interno senza disperderla in modo inutile. Questa energia risparmiata può essere utilizzata per fini creativi, spirituali o curativi a seconda del bisogno e può fornire una maggiore forza per realizzare le cose che sono realmente importanti per noi.

Malattie fisiche principalmente sorgono dall’introdurre cibo nocivo. Pratyahara ci permette di controllare i sensi in modo da non desiderare il cibo sbagliato. Quando i sensi sono sotto controllo, ogni cosa è sotto controllo e non sorgono desideri sbagliati o artificiali. Per questo motivo Ayurveda enfatizza un giusto uso dei sensi come uno dei più importanti fattori in un corretto modo di vivere e per la prevenzione di malattie.

 

Pratyahara (I° parte)

      Pratyahara 

Vi propongo qui tradotto in Italiano un articolo di David Frawley (Pratyahara: the forgotten limb of Yoga), che prende in esame il quinto ramo di Ashtanga Yoga, Pratyahara. L’articolo presenta un’analisi approfondita e dettagliata di questo ramo di Ashtanga Yoga. Data la lunghezza dell’articolo, ho pensato di proporvelo in 3 parti.
Qui  sotto la prima parte in cui si piega cosa sia Pratyahara e perchè è particolarmente utile per contrastare tendenze della cultura in cui siamo immersi; nella seconda e terza parte l’autore spiega le diverse tecniche per poter praticare un corretto Pratyahara.

“Pratyahara in sé è definito come Yoga, come il più importante ramo nello Yoga Sadhana” (Swami Shivananda)

Yoga è un vasto sistema di pratiche spirituali per la crescita interna. A questo fine, il classico sistema di Yoga comprende Otto Rami, ognuno dei quali con la propria funzione. Di questi Pratyahara è probabilmente il meno conosciuto. Quante persone anche insegnanti di Yoga possono definire Pratyahara? Avete mai preso una lezione in Pratyahara? Puoi pensare a varie importanti tecniche di Pratyahara? Praticate Pratyahara come parte della vostra pratica Yoga? Eppure se non comprendiamo Pratyahara, ci perdiamo un aspetto integrale di Yoga senza il quale il sistema non può funzionare.

Come quinto degli Otto Rami, Pratyahara occupa una posizione centrale. Alcuni Yogis lo includono negli aspetti esteriori di Yoga, altri in quelli interiori. Entrambe le classificazioni sono corrette, poiché Pratyahara è la congiunzione tra gli aspetti esteriori e interiori di Yoga. Ci mostra come passare dagli uni agli altri.

Non è possibile passare direttamente da Asana a Meditazione. Ciò richiederebbe di saltare dal corpo alla mente, dimenticando cosa si trova tra di loro. Per fare questo passaggio il respiro e i sensi che connettono il corpo e la mente, devono essere oggetto di controllo e sviluppati in modo appropriato. Qui è dove Pranayama e Pratyahara entrano in gioco. Con Pranayama controlliamo le nostre energie vitali e impulsi, con Pratyahara otteniamo il controllo sui nostri sensi insubordinati; entrambi sono prerequisiti per una meditazione riuscita.

Che cos’è Pratyahara?

Il termine Pratyahara è composto da due parole in Sanskrito, Praty e Ahara. Ahara significa “cibo” o “qualsiasi cosa immettiamo dentro di noi dall’esterno”. Praty è una preposizione che significa “contro” e “lontano”. Letteralmente Pratyahara significa “controllo di ahara” o “ottenere controllo sulle influenze esterne”. Si può comparare con una tartaruga che ritira le membra nel proprio guscio – il guscio della tartaruga è la mente e i sensi sono le membra. Il termine di solito è tradotto come “ritiro dai sensi”, ma esso implica molto di più.
Nella filosofia yogica ci sono tre livelli di ahara o cibo. Il primo è cibo fisico che fornisce i cinque elementi necessari per nutrire il corpo. Il secondo è costituito dalle impressioni che forniscono le sostanze sottili necessarie a nutrire la mente – le sensazioni del suono, del tatto, della vista, del gusto e dell’olfatto. Il terzo livello di ahara sono i nostri legami, le persone a cui siamo affettivamente legati, coloro che nutrono l’anima e ci condizionano con i gunas (sattvas, rajas e tamas). sanmukhi mudra iyengar
Pratyahara è duplice. Esso implica un ritiro dal cibo (ahara) incorretto, dalle impressioni incorrette, dai legami incorretti, mentre contemporaneamenteimplica l’aprirsi al cibo corretto, alle impressioni corrette e ai legami corretti.
Non possiamo controllare le nostre impressioni mentali senza la giusta dieta e le giuste relazioni, ma la primaria importanza di Pratyahara consiste nel controllo delle impressioni sensoriali che liberano la mente e le permettono di rivolgersi all’interno.
Ritirando la nostra “coscienza” dalle impressioni negative, Pratyahara rafforza le capacità immunitarie della mente. Proprio come un corpo sano può resistere a tossine, ad agenti patogeni, una mente sana può respingere le influenze sensoriali negative attorno a lei. Se si è facilmente disturbati dal rumore e caos degli avvenimenti circostanti, è bene praticare Pratyahara. Senza di esso, non si sarà capaci di meditare.
Ci sono quattro forme principali di Pratyahara: Indryya Pratyahara – Controllo dei sensi, Prana-pratyahara – Controllo del Prana, Karma-pratyahara – Controllo dell azione, Mano-pratyahara – Ritiro della mente dai sensi. Ognuno ha un suo metodo speficifico.

Workshop di Ashtanga Yoga in Toscana

workshop ashtanga yoga philip murdoch maggio 2015

22 -24 Maggio 2015

Agriturismo Poggio Tondo, Monsummano Alto – Via Croce al Monte 780

 

L’Associazione Slow Yoga organizza un Workshop di Ashtanga Yoga dal Venerdì pomeriggio alla Domenica a pranzo. Durante il workshop ci saranno sia classi guidate per principianti (coloro che ancora non conoscono la sequenza) e classi stile Mysore per coloro che già stanno praticando da soli.

L’insegnante Philip Murdoch, studente di Sri Patthabi Jois e di suo nipote Sharat presso AYRI, Ashtanga Yoga Research Institute a Mysore, India, da alcuni anni si dedica all’insegnamento dell’Ashtanga Yoga, secondo il metodo tradizionale insegnato da Patthabi Jois e Sharat, sia in Italia che all’estero. Da circa 3 anni con l’associazione Slow Yoga si dedica all’insegnamento di Ashtanga Yoga nelle zone di Lucca e Pisa.

La prima lezione sarà Venerdì pomeriggio (alle 16.30 lezione guidata, alle 18.00 lezione Mysore), poi seguiranno lezioni il Sabato mattina (7.00 lezione Mysore, 9.00 lezione guidata) la Domenica mattina (7.00 lezione Mysore, 9.00 lezione guidata).

 Sabato pomeriggio e  Domenica tarda mattinata li dedicheremo alla meditazione guidata.

Durante il workshop avremo modo di gustare una cucina vegetariana, e di poter usufruire degli spazi e dei servizi dell’Agriturismo Poggio Tondo.

Le sistemazioni possono essere in camera singola, doppia o tripla.

 Numero massimo di partecipanti: 12 persone.

Prezzi per persona*:workshop ashtanga agriturismo poggio tondo

 €400 (sistemazoine in camera singola) Scontato € 360

€330 (sistemazione in camera doppia) Scontato € 297

€ 250 (sistemazione in camera tripla) Scontato  € 225

Sconto del 10% per chi prenota entro il 30 Aprile!

*Nel prezzo è incluso il soggiorno per 2 notti e  i pasti.

Modalità di prenotazione:

Acconto 150 euro entro il 10 Maggio e il saldo ad inizio del workshop. E’ possibile pagare con Paypal o con bonifico.

Per prenotazioni e informazioni:

Philip 3297532256

Eleonora 3338963879

10 consigli per una buona pratica di ashtanga yoga

1. Stomaco vuoto

Si pratica a stomaco vuoto, per cui è meglio aspettare almeno 3 o 4 ore dopo il pasto. E’ consigliato non bere durante e subito dopo la pratica. Si possono bere acqua o tisane  in piccole quantità prima della pratica.  Il mangiare troppo cibo è un ostacolo per una corretta pratica degli asana e del pranayama.

2. Svuotare vescica ed intestino

Ricordati che è meglio praticare con l’intestino e la vescica vuoti. E’ meglio non bere prima e durante la pratica.

3. Abbigliamento comodo

L’abbigliamento deve essere comodo ed elastico. Non indossare calzini durante la pratica, ma può essere utile indossarli durante Savasana (postura finale). Non fare subito la doccia dopo la pratica.

4. Non asciugare il sudoreprasarita padottanasana

Massaggiate il sudore sul corpo, invece di usare  l’asciugamano. Sudare è un aspetto importante della pratica.

5. Giorni di riposo dalla pratica

Se si pratica tutti i giorni, è bene lasciare un giorno alla settimana di riposo. Tradizionalmente è il Sabato. Per le donne durante il ciclo mestruale, è consigliato evitare le posture invertite. 

6. La respirazione Ujjay

Ujjay è il tipo di respirazione usata durante tutta la pratica, a parte nella postura finale Savasana. Durante questa respirazione tieni la gola rilassata ed aperta, producendo una leggera chiusura della glottide; respirando in questo modo si produce un suono che assomiglia al rumore del mare; la qualità del respiro della respirazione Ujjay deve essere dolce, profonda e forte. La consapevolezza del respiro è la base di una corretta pratica degli asana. Si respira solo con il naso, in nessun caso si respira con la bocca. Respirare profondamente è fondamentale in questa pratica.

7. Drishti

Drishti è la direzione dello sguardo durante la pratica. Ad ogni postura corrisponde un punto verso cui dirigere lo sguardo.  In ogni postura e durante il Vinyasa, ovvero  il movimento con cui passi da una  postura all’altra c’è uno specifico punto dove guardare. Spesso lo sguardo è sulla punta del naso, tra le sopracciglia, all’ombelico, alle punta delle dita, ai piedi, davanti o di lato. Dopo qualche anno di pratica, lo sguardo dona equilibrio ed ha un effetto rilassante sul corpo e la mente; in ogni caso all’inizio l’approccio con l’uso dello sguardo durante la pratica deve essere graduale per evitare l’insorgere di mal di testa.

yoga padmasana8. Bandhas

 La base della pratica degli asana sono i bandhas (Blocchi): Mulabandha  e Uddyanabandha. Mulabandha è la contrazione dell’ano che implica la contrazione del centro del perineo e i genitali. Uddyanabandha è la contrazione addominale verso la spina dorsale, che si produce spingendo la radice dell’ombelico verso i reni; esso evita la caduta degli organi addominali verso il basso e permette una piena espansione del diaframma.

9. Vinyasa

 Vinyasa è un elemento essenziale della pratica degli Asana nell’Ashtanga. Vinyasa significa movimento sincronizzato con il respiro. Il respiro è il centro di questa disciplina e collega un asana all’altro in un ordine preciso. Ogni postura o gruppo di posture ha un particolare effetto che può essere bilanciato o equilibrato da un’altra postura o gruppo di posture. Ciò è essenziale per accumulare gli effetti benefici degli asana e per proteggere ed equilibrare il corpo. Se si usa il Vinyasa i malanni saranno rari e si avrà un progresso nella pratica molto veloce.

10. Savasana

Il rilassamento finale, Savasana, è molto importante ed è un’opportunità per entrare in uno stato meditativo. Non rilassandosi, si potrebbe essere affaticati ed irritabili.